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martedì 1 dicembre 2009

Lo confesso: sono un NIMBY

Not In My BackYard. No. Sono uno di quei ottusi ecologisti sempre pronti a dire no.

Oppure.

A Trieste vogliono fare un rigassificatore. Dice, dipendiamo dal metano russo, dobbiamo affrancarci da questa schiavitù.

Vabbé. È come se un eroinomane decidesse di risolvere i suoi problemi cambiando pusher. Dice, è solo la tua opinione politica, discutibile.

Vero. Però è un fatto che trasportare metano liquefatto implica perderne parecchio per strada, sia per raffreddarlo a -160°C che per mantercelo. Tra l'altro stiamo parlando di valori non trascurabili di gas incombusto emesso direttamente in atmosfera. E il metano ha un GWP di 25... Dice, ma questi sono discorsi validi in generale, un rigassificatoruccio che sarà mai, un Paese serio ha bisogno di diversificare gli approvigionamenti.

Vero. Resto contrario ai rigassificatori in generale, ma si stava parlando del mio cortile di casa.

Allora, andiamo a vedere nel dettaglio: vogliono costruire un rigassificatore qui. Dice, ma hanno fatto la Valutazione di Impatto Ambientale. È tutto studiato. Davvero? Vediamo...

 La VIA è un documento che dovrebbe appunto studiare l'impatto ambientale di un'opera proposta. E chi la fa? Un ministero? L'ARPA? Legambiente? No! La fa il proponente dell'opera! Geniale. Chissà quante VIA potranno mai portare ad una valutazione negativa di un'opera... "Beh, vedete, volevamo fare qua un inceneritore, ma no, è una gran vaccata, cari cittadini, non se ne fa niente". Dice, beh, ma c'hai tot giorni di tempo per presentare le osservazioni. Sì, tot giorni di tempo per leggersi migliaia di pagine di documenti noiosi (questi documenti vengono fatti "un tanto al chilo"). Però, se proprio hai pazienza, scopri alcune cose interessanti.

Scopri ad esempio che chi vuol fare il rigassificatore qui non ha manco idea di quanto sia profondo il fondale. Ora, se uno fa un rigassificatore vicino al mare, lo fa perché ha bisogno di CALORE. A temperatura ambiente, ma pur sempre calore. E il mare profondo ha tanta inerzia termica. Chiaro che una pozzanghera di quindici metri com'è l'Adriatico dal Po in su, non sia granché come "volano termico". Avranno considerato questo problema gli estensori della VIA? Manco per sogno! Per loro il fondale qua a TS è di 50 metri! Ti credo che non ci sono problemi, con un fondale simile! Ma dico, ma avete visto dov'è la baia di Muggia? La trovate cercando il mare più chiuso del pianeta, il Mediterraneo. Da lì cercate il mare più stretto e lungo che ci sia, l'Adriatico. Andate su fino in cima, dove il fondale quasi si azzera; ecco, lì c'è il golfo di Trieste. Ora svoltate a destra, e dietro l'angolo, nella parte più stretta, c'è la baia di Muggia... L'ideale, come ricambio d'acqua, vero?


Passiamo ad un altro argomento. Se vuoi manovrare gasiere davanti a un centro abitato da 13.000 abitanti, sicuramente ti premurerai di verificare, tra le altre cose, il vento che tira da queste parti. Ecco, se pensi di farlo, sappi che sei più precisino degli estensori della VIA: per loro, a TS il vento è di 36 km/h. Sono un NIMBY se dico questo?

Sfogli avanti la VIA e ti tranquillizzi leggendo che il metano è leggero, in caso di fuga vola via, puf, sparisce, e dunque non può scoppiare. Vero. Il metano gassoso. Ma quello liquido, e i suoi vapori a -160°C, quelli restano a quota zero, in concentrazioni critiche. Ma chi ha scritto la VIA (ricordiamoci che è lo stesso attore che fa anche il progetto) a queste cose ci ha pensato o no? No, perché, vedete, non mi preoccupo solo io, anche i Vigili del Fuoco hanno qualche dubbio.

E avanti di questo passo, non vi tedio con dettagli che non posso documentare abbastanza bene, ma ci sono dubbi grossi come case anche per quanto riguarda l'effetto domino, il rischio (tutt'altro che virtuale) di attentati, la clorazione delle acque.

I proponenti parlano di catena del freddo, di recuperare il freddo generato dall'impianto, ma di questo non c'è traccia nella VIA e nei progetti, sono parole al vento.

Il giorno del disastro di Viareggio il nostro sindaco si è prodigato a dirci che quello era GPL e non GNL. Già, il GPL è un vapore liquefatto infiammabile, mentre il GNL è un gas liquefatto infiammabile, che "vede" la temperatura ambiente come noi vediamo la temperatura di un forno per la pizza. Allora sto tranquillo.

Insomma, capite, già solo per fare un riassunto della situazione vi ho fatto sbadigliare. Servono giorni e giorni di studio prima di poter discutere a ragion veduta dei problemi. Per poi arrivare alla stessa conclusione di un NIMBY.

Fate voi.

4 commenti:

brain_use ha detto...

Nulla da eccepire sulle tue conclusioni, se non altro perché non ho nessuna voglia di leggermi le fonti... ;)

Però il vero tema del tuo articolo non è l'atteggiamento NIMBY, ma l'incompetenza con cui vengono scelti i siti di alcune realizzazioni. Perché se è vero (e non ne dubito) che la scelta del rigassificatore a Trieste risulta pessima, è anche vero che lo è da un punto di vista tecnico.

Che non è propriamente quel che dice un NIMBY, per il quale quell'opera, qualsiasi opera, non s'ha da fare. Ma solo ed esclusivamente perché da fastidio a lui.

E questo, invece, a me non va bene affatto.

markogts ha detto...

Il problema è come fare a distinguere tra una critica fondata e una critica mossa da NIMBYsmo, possibilmente senza dover leggere diecimila pagine di documenti.

L'etichetta NIMBY viene data, a mio avviso, con troppa facilità.

Lupacchiotto ha detto...

Sono tutti sportivi con il qlo degli altri.
E' quando uno ha il qlo lì che comincia ad essere un po' meno superficiale.
E non mi stupisco della tua VIA, per il TAV la VIA non era nemmeno necessaria.

markogts ha detto...

Nel caso del TAV, se non sbaglio, c'è la cosiddetta "legge obiettivo" che ha esonerato certi lavori dall'obbligo di VIA, però non sono esperto.

In effetti, se la VIA fosse eseguita da un ente terzo e con tutte le competenze tecniche e scientifiche necessarie, si potrebbe evitare il 90% dei contenziosi sulle grandi opere.

La necessità di un collegamento ad alta velocità (o ad alta capacità, a seconda di come serve girata la frittata) o c'è o non c'è, inutile farne una questione politica. Idem per la convenienza del ponte sullo Stretto di Messina ecc. ecc. Purtroppo, com'è disciplinata oggi, la VIA (quando c'è) sembra tanto una "excusatio non petita", che genera più dubbi di quanti ne dissipi.

Chiaramente, con una VIA fatta da terzi, ci sarebbe il rischio di dimostrare *scientificamente* che l'opera non ha senso...