Ci sono delle cose che non si devono fare. Non ci si deve mettere le dita nel naso. Non ci si deve vestire di viola (bianco? nero?) a un matrimonio. Non ci si deve asciugare i capelli stando ancora in vasca.
Anche nell'ambito del risparmio energetico ci sono delle scelte che non si devono assolutamente fare. Però non sempre sono scelte così evidenti.
Mi è capitato recentemente di sentire la seguente argomentazione, sia da parte di un amico senza particolare preparazione tecnica, sia da un partecipante a un convegno abbastanza specialistico.
Il discorso fila più o meno così:
-visto che non riesco a mettere abbastanza pannelli per il solare termico (o magari riesco a mettere i pannelli, ma non ho spazio per un buon accumulo)
-visto che i pannelli fotovoltaici oggi ti promettono tariffe vantaggiose per la corrente ma chissà se dura, chissà se l'investimento è sicuro
non sarebbe meglio (brividi)
-collegare i pannelli fotovoltaici con delle resistenze elettriche per scaldare l'acqua o la casa e "viva l'a e po bon"?
Se siete ingegneri meccanici, a questo punto state già boccheggiando. Ma per gli altri, magari conviene proseguire e spiegare perché è un no-no.
Un impiantino fotovoltaico da 3 kW (elettrici!) costa circa 20.000 12.000 euro (superspannometricamente) [edit: vedi commento di Gianni più sotto] Questa cifra si ammortizza in modo ragionevole se vendiamo la corrente a un prezzo "fuori dal mercato", grazie ad una scelta politica, che secondo alcuni (me compreso) comprende i costi esterni risparmiati dal non bruciare petrolio o uranio.
Bene. Cosa ci scaldiamo con 3 kW elettrici? Una caldaia per un piccolo appartamento ha 24 kW termici. Se con quei 3 kW elettrici potessimo alimentare una pompa di calore con un COP di 5, avremmo circa 15 kW termici (tre dai pannelli fotovoltaici e 12 dal terreno), sufficienti per una piccola casa ben isolata. Ma se li "bruciamo" in una resistenza, ci prendiamo 3 kW e basta! In altre parole, per avere del caldo, dovremmo spendere non 20, ma 100.000 euro di impianto fotovoltaico! Ma chi ce lo fa fare?
Come al solito, è l'exergia a fregarci. Il pannello fotovoltaico ha un rendimento "pessimo". Difficilmente supera il 20%. Ma quello che ci offre è energia elettrica, ovvero energia della massima qualità. Viceversa, un pannello solare termico ha dispersioni minime, riesce a "convertire" in calore quasi tutto il calore che lo investe (bella forza). Ovviamente, ci ritroviamo con del misero calore, non con della raffinata elettricità. Certo però, se è proprio il calore che ci serve...
Con 6-10.000 euro si fa un impianto solare termico da una ventina di kW termici, sufficienti per riscaldamento e acqua calda per quattro persone. Come dire, un decimo di quello che servirebbe con una combinazione "fotovoltaico + resistenze elettriche".
Insomma, fotovoltaico e solare termico NON sono alternativi, ma complementari. E se non riuscite a installare gli uni o gli altri, non disperate. Ci sono tantissimi modi diversi di ridurre le emissioni di CO2. Cominciate buttando via le resistenze elettriche (scaldabagni, forni, lavatrici ecc). Convertire energia elettrica in calore è come accendere il caminetto con pacchi da 50€; anzi, da 100€, se l'energia elettrica proviene da fonti rinnovabili.

3 commenti:
Un solo appunto, che non modifica la sostanza. Il prezzo del fotovoltaico sta scendendo rapidamente. 7000 euro/kWp era un buon prezzo 2 anni fa, oggi trovi buoni piccoli impianti a 4000 euro/kWp.
Rispetto al riscaldamento, la prima cosa da fare e' coibentare, e tanto. Io pago 250 euro di gas l'anno, per il riscaldamento (e una cinquantina per l'acqua calda). Con 19 gradi in casa tutto l'inverno.
Sono convinto anch'io che la coibentazione sia fondamentale, ovviamente.
E sono anche convinto che le due soluzioni siano complementari e non alternative.
Mi chiedo solo se e quando la soluzione fotovoltaica potrà raggiungere livelli di rendimento (e riduzioni di costo) tali da rendere vantaggiosa l'adozione di questa scelta tout court.
Mi chiedo anche (te l'ho già chiesto?) come si possa inquadrare il geotermico casalingo in questa ottica.
Infine: non potresti eliminare i "ketchup"...?
@ Gianni: grazie per la precisazione: il mio era un discorso qualitativo basato perlopiù su considerazioni teoriche.
@ Brain: il Sole ci irrora di una quantità di energia pazzesca. Quando diventeremo una civiltà di Tipo I secondo Kardashev, potremo tornare a sprecare l'energia così. Per il momento, purtroppo, il petrolio ci ha illuso, e di fatto stiamo tornando ad avere i problemi di energia che c'erano secoli fa. Certo, un generatore eolico moderno è molto più efficiente di un mulino a vento del 17° secolo, ma siamo anche in molti di più, oggi. Quindi penso che ci vorrà un po' prima di poter avere tanta energia rinnovabile da poterla usare liberamente. E' consenso comune, attualmente, che rinnovabile e risparmio energetico debbano andare di pari passo.
Per quanto riguarda il geotermico casalingo: lo trovo un'idea validissima, posto di avere abbastanza soldi per l'investimento iniziale. Fotovoltaico che alimenta una pompa di calore che preleva il calore dal suolo. Allora così puoi creare calore usando l'energia elettrica del Sole, ma con l'"effetto leva" della pompa di calore: per un W di energia elettrica, ne ottieni 3-5 di energia termica (a seconda di quanto ben fatto è l'impianto, cioé d quanto costa), e allora il sistema diventa competitivo con il solare termico.
Provo a togliere i captcha, ma se mi arriva spam, te lo inoltro :-P
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