Ricevo l'ennesima catena di S.Antonio, con una presentazione powerpoint (qui su slideshare) che non avevo ancora visto. In breve, la presentazione sostiene che esistano auto elettriche già da decenni, ma che le solite multinazionali kattive ci impediscono di comprarle, e via andare fino a dire che esiste l'auto che va a vapore. Non ho trovato in giro per la rete un buon debunking del ppt in esame. Se a questo ci aggiungiamo che sono fissato con le auto, mi sento in dovere di affrontare questa montagna. Vi avverto subito che sono 34 diapositive, sono pallose già da sole, figurarsi a spiegare i dettagli tecnici, per cui questo post sarà iperpalloso, ma non vedo alternative.
Il ppt si apre con la solita musichetta che fa tanto "riflessione profonda" (en passant, questi rivoluzionari-sempre-contro-le-multinazionali-kattive quand'è che cominceranno a usare formati file standard e aperti invece dei formati proprietari di zio Bill?).
La prima diapositiva ha uno sfondo con una maschera antigas, tanto per andare sul leggero. Cito: "In alcuni centri come Città del Messico, Santiago, Mosca le radio lanciano questi avvisi" e giù i vari avvisi: "non uscite di casa" "asmatici con le bombole" ecc. ecc. Già qui uno dovrebbe chiedersi perché siano state citate proprio queste città e non, chessò, Vienna o Londra.
Ma, fortunatamente, in diapositiva due, arriva subito il coup de théâtre: la soluzione a questi problemi esiste già, anzi "è già esistita". E noi cretini che non lo sapevamo, ah?
Dalla terza alla quinta diapositiva si parla della GM EV-1, prodotta dal 1996. Addirittura, dicono, passavano da zero a 100 in 9 secondi ed erano molto silenziose.
Citando le tre Grazie, per un'auto elettrica non è difficile avere un buono spunto in accelerazione, per due motivi: innanzitutto, il motore elettrico ha una coppia elevatissima già da fermo, e dunque non ha bisogno di frizioni per partire. Inoltre, la sua curva di coppia è praticamente piatta su ampie porzioni del campo, tanto da non aver bisogno di rapporti variabili nella trasmissione. Niente cambiate, nessuna perdita di tempo nelle accelerazioni.
Ma come mai non si danno altre indicazioni su questa macchina? Forse perché le altre notizie sono abbastanza sconfortanti? Forse perché è meglio non dire che si trattava di un auto a due soli posti? O che aveva batterie al piombo che le consentivano un'autonomia dichiarata (figurarsi quella reale) di meno di 160 km? O che costava talmente tanto che l'ipotesi di venderla regolarmente era stata semplicemente scartata in favore di una politica di noleggio a lungo termine?
Nella sesta dia si entra nel vivo... del comico. Si afferma infatti che le EV-1 "non producevano nessun inquinamento (e neppure avevano il tubo di scappamento)". Ora, io non voglio entrare qui nel merito della discussione elettrico vs. ibrido vs. altre soluzioni, ma penso che nessuno sano di mente possa sostenere che un'auto elettrica non produca nessun inquinamento. Certo, un'elettrica ricaricata da pannelli solari sarà una soluzione molto "leggera" per l'ambiente, ma nel 1996 l'alternativa era tra motore a bordo e centrali termoelettriche. E comunque nessuna azione fatta da sei miliardi di persone può dirsi esente da effetti sull'ambiente, questo è un punto che va tenuto sempre ben presente.
Nella settima diapositiva, ennesima balla: si sostiene che le EV-1 fossero facilmente ricaricabili. Vorrei vedere qualcuno che stia alla pompa di benzina per otto ore per un pieno e che dica la stessa cosa. Sono facilmente ricaricabili rispetto a un I-phone, forse, ma non rispetto a un'auto tradizionale!
Ottava diapositiva, arriva il gombloddo! "Dieci anni dopo, queste auto del futuro sparirono. Come può essere possibile?" L'idea di un'auto che deve star ferma per 8 ore prima di poter fare un centinaio di km con due sole persone a bordo e che costava talmente tanto da non poter essere venduta, ma solo noleggiata, pare non essere un motivo sufficiente all'autore del testo.
Segue poi sfilza di foto di EV-1 rottamate. Cos'ha fatto la General Motors, è impazzita?
La verità è molto più semplice. La California, nel 1990, comincia a incentivare i cosiddetti ZEV, Zero Emission Vehicle. Sulle prime, ZEV sembrava sinonimo di auto elettrica, e la GM decide di lanciarsi su questa strada. Viste però le difficoltà tecniche, i costruttori di auto cominciarono a frenare, osservando tra l'altro che, per l'inquinamento, non conta se le emissioni vengono fatte da una centrale a carbone o da un'auto, dunque si arrivò a definire varie categorie "analoghe allo ZEV" come gli ULEV e i SULEV. Improvvisamente, da un punto di vista normativo, le nascenti auto ibride potevano essere equiparate alle auto elettriche. Si osservino due cose: 1) qui si sta parlando (siamo negli anni '90) di emissioni inquinanti propriamente dette (monossido di carbonio, idrocarburi incombusti, ossidi di azoto e particolato), non di CO2. Tant'è che per rispettare le sempre più stringenti norme sulle emissioni (come i nostrani EUROx), in quegli anni i consumi medi (e dunque le emissioni di CO2) sono aumentati. 2) Le scelte industriali dipendono, eccome, da NOI. È stata la paura delle leggi californiane a spingere le case nelle varie direzioni, ed è stata la risposta del pubblico a decretare il successo o l'insuccesso di tanti modelli. Ivi incluse le EV-1.
Si cambia argomento: Nissan HyperMini. Anche qui, la Casa madre concesse le vetture elettriche a noleggio e le ritirò una volta che il contratto scadde. Per capire perché si doveva vendere a noleggio, si pensi solo a un dettaglio: la scocca era uno space-frame di alluminio. Per intenderci, è la tecnica che attualmente si usa per costruire le Audi A8, auto da 70mila euro in su. Una sola domanda al complottista estensore di questa valanga di... affermazioni: se la Nissan NON vuole che si guidino auto elettriche, come mi spiega questo?
Avanti con la Toyota: RAV-4EV. Qui andiamo su un esperimento ancora più grezzo, perché mettere batterie su un SUV non particolarmente leggero né aerodinamico non è molto logico. L'autonomia era pessima, si trattava di un esperimento. La Toyota ha preferito spendersi sull'ibrido, e lo ha fatto come nessun'altra casa. Alla faccia del complotto...
Avanti, siamo alla diapo 18, si dice che i possessori delle RAV4 (o meglio gli affittuari) si opposero alla rottamazione. Pensate, c'erano ben 328 clienti! E la Toyota ha anche osato smettere di produrre le batterie di ricambio! E di nuovo le Tre Grazie: per 328 di loro, a mantenere una fabbrica di batterie e ricambi, la Toyota faceva prima a pagar loro il taxi per vent'anni! (Ci sarebbe da approfondire un discorso sui brevetti, per i più volenterosi)
Poi le diapo vanno avanti a dire di quanto sono kattivi i giudici americani perché hanno condannato a 22 anni (poi ridotti a 10, ma il dato guardacaso manca nel ppt) un povero ecologista, colpevole soltanto di... aver dato alle fiamme dei fuoristrada. Poverino! (Tralascio l'orrore ortografico dei "3 Hummer's")
Siamo alla diapositiva 22. Le "lobbies" del petrolio. A ridaje. Com'è che le batterie, le auto ibride, i pannelli solari non hanno lobbisti? La Toyota notoriamente è un'ONG... Maddai...
Diapo 23: come nei migliori ottovolanti, quando sembra che tutto sia finito, si arriva ai giri più arditi. Adesso è il turno di quella cattiva della BMW, rea di avere "un automobile commerciale (?) a idrogeno da dieci anni". E ce la nasconde! Sapete dove? In Antartide? Nel deserto del Gobi? No. All'aeroporto di Monaco di Baviera. Giuro.
E il governatore della California, Schwarzy!?? Pensate, ha un Hummer convertito a idrogeno! Ma all'estensore di questa marea di... affermazioni non è venuto in mente che Schwarzy poteva ridurre le emissioni andandosene semplicemente in giro con una qualsiasi Civic "normale" da una tonnellata invece di spostarsi su un bestione da 3 tonnellate, pur alimentato da idrogeno? E che, trattandosi di un politico californiano di destra, doveva trovare un modo per sembrare contemporaneamente macho, ma verde, e dunque che l'idrogeno è solo la proverbiale foglia di fico?
Comunque, questi due ultimi esempi di auto a idrogeno sono gli esempi di come NON si deve fare un'auto a idrogeno. Si tratta, in entrambi i casi, di motori nati per funzionare a benzina e adattati con più o meno finezza tecnica al funzionamento a idrogeno.
Peccato però che così si perda tantissima exergia per via dei bassi rendimenti dei motori endotermici: 30% di rendimento, se va bene, contro il 60 e più di sistemi basati su celle a combustibile. La stessa BMW ha ammesso di aver toppato.
Andiamo avanti: lo sapevate che si può andare avanti ad acqua? No eh? Perché siete censurati dalle kattive multinazionali. Il *fatto* che l'acqua sia un ossido e non si possa cavare energia chimica da essa è solo gretto scientismo ottocentesco. Insomma, sulla Genepax penso non serva scrivere molto altro.
Direte, finita qua? Dopo l'auto che andrebbe ad acqua, quanto può scavare uno prima di arrivare alle rocce basaltiche? Eh no. La diapositiva 27 ve la ricopio, perché è fantastica:
"L'auto a idrogeno produce come rifiuto vapore acqueo. Questo significa che è totalmente libera da inquinamento e utilizza l'aria come materia prima per il combustibile, una fonte gratuita di combustibile".
Già sulla prima frase, ci sarebbe da ridire: il metodo BMW visto sopra non è esente da ossidi di azoto. Ma al di là di questo, l'idrogeno non cresce sugli alberi, bisogna crearlo. L'idrogeno è un vettore energetico, come le batterie, le molle e i condensatori, con i suoi vantaggi e svantaggi. L'idrogeno da solo non risolve nulla, serve anche avere fonti rinnovabili di energia per crearlo.
E da quando in qua l'aria è un combustibile? Semmai un comburente, ma ciò è vero per tutti i motori a combustione, eccettuati i razzi.
Dove andare alla ricerca di altre vette di demenzialità, adesso? I miei amici debunker sapranno già come deve finire ogni racconto complottista che si rispetti:
Nikola Tesla
Sì, sempre lui! Siccome il complottista medio non è in grado di capire l'eleganza del sistema trifase alternato e di cento altre sue invenzioni VERE, deve inventarsene di finte. Tra le quali anche "un motore che, con l'energia libera non usa né acqua né idrogeno ma solo magneti" per muoversi. Ovviamente nessuno ha mai realizzato un simile motore ma, altrettanto ovviamente, su internet è pieno di gente che spiega come farlo (invece di farlo davvero).
Si chiude infine con la spiegazione per noi popolino del perché il petrolio sia così caro. Voi pensate che sia per una questione di domanda e offerta? Che sia magari un po' anche colpa *nostra* quando non spendiamo una lira per isolare meglio la casa, o quando teniamo ancora le lampadine a incandescenza (quelle di Tesla...) in casa? O magari dell'avvicinarsi del picco petrolifero? Vi sbagliate! La colpa, naturalmente, è degli speculatori. È sempre e solo colpa altrui, multinazionali e/o speculatori. All'estensore dello slideshow non viene in mente che se non fossimo drogati di petrolio, non ci sarebbe cosa speculare. E siamo drogati perché evidentemente costa ancora troppo poco.
Paradossalmente, il ppt si conclude con un'affermazione quasi vera, anche se sgrammaticata al limite della leggibilità, sui biocombustibili e il loro influsso sui prezzi delle derrate alimentari.
Puf, pant. Ce l'ho fatta. Avrei ancora delle cosette da dire, ma mi sento come Superfantozzi alla fine della battaglia di Maratona. Mi stupisco solo che in questa marea di... affermazioni manchi qualsiasi riferimento all'auto ad aria compressa, è un must in questo ambito. Alla prossima!

12 commenti:
Ho ricevuto anch'io, per ben 2 volte, il polpettone ppt (oltretutto sono 3,3 mega di roba, mica fichi).
E quindi faccio un paio di considerazioni.
Il tutto mescola un sacco di baggianate (quelle illustrate da marko) a un 20% di cose serie, per cui e' sicuramente mooooolto meglio della roba che circola nelle catene di S.Antonio, in cui la roba seria e' tanto se arriva all'1%. E quindi, anche se le robe serie sono seppellite dalle baggianate (tutti i discorsi complottisti, l'idrogeno, le free energy), ci sono.
Le auto elettriche stanno diventando una realta' grazie alle batterie moderne, hanno autonomie dignitose (150 km reali, che bastano per i percorsi giornalieri, e ricariche veloci dell'ordine di 15-30 minuti).
Permettono rese equivalenti intorno ai 50 km/litro, il litro viene bruciato in una centrale che ha emissioni decisamente minori di un motore a scoppio, e le emissioni non avvengono a 5 metri e alla stessa quota delle carrozzine.
Possono fare da "volano" per compensare l'intermittenza delle rinnovabili (reti intelligenti "battery-to-grid") quando sono collegate alla rete in parcheggio.
Ho esperienza di uno scooter elettrico. Con 40-50 km di autonomia riesco tranquillamente ad utilizzarlo anche per 80-100 km/giorno, grazie ad una intelligente rete di punti di ricarica esistente a Firenze.
Il secondo punto e' che, mentre tutti i discorsi intelligenti sulla mobilita' elettrica toccano forse una persona su 1000, questo PPT gira come una saetta. Forse dobbiamo imparare un po' di teoria della comunicazione virale...
Gianni, come ho scritto anche nel testo, non era mia intenzione entrare nel merito delle varie soluzioni possibili per la mobilità sostenibile. Sicuramente l'auto elettrica sta facendo passi da gigante grazie soprattutto alle nuove batterie. Io però questo 20% di cose serie non le vedo. Le EV-1 avevano inizialmente batterie al piombo! Le uniche affermazioni corrette erano quelle sui biocombustibili e vagamente di striscio il problema dei brevetti sulle batterie Ni-MH (peraltro ormai superate). Condivisibile l'invito a cercare auto ecologiche nell'acquisto, ma non occorre chiedere l'auto ad acqua: basta guardarsi un po' le emissioni e i consumi dei modelli esistenti, magari meglio se misurati in condizioni reali da qualche rivista di settore. Inoltre, se il tempo perso per leggersi questo ppt fosse impiegato per controllare la pressione delle gomme dei milioni di persone che lo leggono, avremmo una riduzione dei consumi consistente e immediata. Diffido dalle soluzioni miracolose, preferisco i piccoli miglioramenti fattibili concretamente.
Sui 150 km di autonomia: magari sono sufficienti nell'uso quotidiano, ma non sono sufficienti per comprarle. Mi spiego: un'auto si valuta non soltanto per come riesce a compiere i compiti quotidiani, ma anche come se la cava nelle situazioni eccezionali. Ecco perché si comprano veicoli 4x4, motori sovradimensionati e monovolume. Io ho un'auto che mi soddisfa nel 99,9% dei casi, ma ancora mi brucia quella volta che ho dovuto chiedere aiuto a un amico con la SW per portare a casa lo scatolone con dentro la TV nuova, che nella mia "tre volumi" non entrava. Ecco il motivo del "range extender" sulla Ampera. Non servirà praticamente mai se si usa l'auto con un po' di testa, ma tranquillizza l'acquirente.
Sulla comunicazione virale: quale messaggio vorresti far passare? Che l'inquinamento è colpa anche nostra e non solo di "altri"? IMHO, questo messaggio si diffonde bene solo perché lava le coscienze.
Edit: con "questo messaggio" mi riferisco al ppt in oggetto.
Se un'auto ti soddisfa il 99% delle volte, per il restante 1% puoi affittarla. Io non ho un'auto, ed in vacanza me la affitto a 450 euro per 15 giorni (all'anno). Solo di assicurazione spenderei il doppio. E quando ho fatto un trasloco ho preso un Ducato a noleggio per un giorno, alla spaventosa cifra di 70 euro.
Sul "range extender", alcune auto elettriche attuali hanno delle efficacissime microturbine, che ti permettono autonomie di un migliaio di km (e vanno a benzina).
Resta il problema del mio secondo punto. Problema che per me e' aperto: come mai questa cazzata di PPT gira come una trottola, ma se vai in giro a raccontare quanto e' ganzo il tuo scooter elettrico ti guardano storto e poi si comperano il 2 tempi? Eppure ai semafori (per i motivi che descrivi) li "brucio" tutti.
OK non avevo letto l'ultima frase della tua risposta.
Quindi, in sostanza, sembrerebbe che il divulgatore medio di questa catena di S.Antonio sarebbe felicissimo di inquinare meno, purche':
- la cosa costasse poco, e non presentasse svantaggi
- addirittura presentasse dei grossissimi vantaggi (si va avanti gratis con "free energy", l'auto ad acqua, ecc).
- Ma purtroppo il tutto e' bloccato dai soliti cattivoni che ci impediscono di avere questa magica soluzione.
- Di quelle esistenti oggi non se ne parla neppure, sono chiaramente delle bufale, senno' le avresti nel concessionario sotto casa, te le fan pagare carissime apposta per scoraggiarti, ecc.
Insomma, io vorrei anche, ma purtroppo gli altri me lo impediscono. Se mi si mostra che invece e' possibile, si cambia velocemente discorso. Sconsolante.....
Un'ultima nota. Non e' citata nel documento, ma esiste un "complotto", almeno qui in Italia. Se hai un'auto euro-zero in buono stato, e vuoi trasformarla in un'auto elettrica, la cosa e' tecnicamente fattibile a circa 10-15 mila euro (a seconda delle prestazioni, soprattutto l'autonomia), una discreta cifra ma circa la meta' del costo di un'auto elettrica nuova.
Ma burocraticamente devi:
- esportarla in un paese straniero
- omologarla li' (puoi farlo a distanza, senza esportarla FISICAMENTE)
- reimportarla
Il tutto per una serie di norme bizantine, che non si e' potuto scalfire in quanto significherebbe MENO auto rottamate. E per cifre che mi sembra aggiungano al totale diverse migliaia di euro.
Oh, non venirmi a parlare delle omologazioni. Pensa che idee semplici e geniali come il portabici scorrevole fuori dal paraurti, in Italia sono vietate per le norme bizantine di cui sopra. E ti dirò di più: il discorso di esportarla e omologarla all'estero è valido solo grazie all'UE e al suo principio di libera circolazione: prima di essa, era per esempio impossibile avere una Citroen DS con i fari che si orientavano in curva: l'importatore doveva disabilitare il meccanismo per renderla omologabile in Italia.
Tornando al discorso auto elettriche: ma ha senso spendere 15.000 euro su un'auto vecchia per fare questa trasformazione? Non è una domanda retorica, eh. Solo che se io avessi 15000 euro, avrei altre idee su come usarli per ridurre le emissioni, magari lavorando sulla casa invece che sull'auto.
Si può sempre fare un'auto alimentandola con limoni ed elettrodi in rame opportunamente sistemati!Invece di ricaricare basta andare al mercato e comprarne qualche quintale.
E il residuo che rimane fa da concime.
Mentre viaggi puoi deliziarti con una limonata.
@markogts
Sul retrofit. Diciamo che tu hai bisogno di un'auto. La tua eurozero ha una buona carrozzeria ma non può più circolare. Devi comperarti un'auto nuova. Puoi prenderti un'auto normale rottamando la vecchia, a 10 mila euro, prenderti un'auto elettrica a 40 mila euro, o retrofittare a 15 mila, ottenendo un'auto con buone prestazioni. L'ultima non mi sembra una soluzione irragionevole. Le emissioni dovute all'auto non sono piccole e il costo aggiuntivo è ridotto, ed oltretutto ammortizzato nel tempo per i minori consumi.
Comunque sono d'accordo sul concetto che occorre fare un bilancio tra investimenti e risultati, e puntare su cose con un ritorno maggiore. Cosa non facile.
Mio padre aveva una Citroen DX a fari orientabili, negli anni '70. Sei sicuro sulla storia della inomologabilità? O è arrivata più tardi? O funziona all'italiana, sarebbe vietato ma è abbastanza assurdo e quindi nessuno va a controllare?
Sulla Citroen DS mi cogli impreparato, l'ho sentita di terza mano. Se tu hai notizie diverse più affidabili, può darsi che mi sbagli. Ti posso invece confermare quella del portabici della Renault Modus, me l'ha raccontata il concessionario in prima persona.
Wikipedia is our friend:
"Nel settembre del 1967 vi fu il passaggio dalla prima alla seconda serie della gamma DS, riconoscibile immediatamente dal frontale, su cui spiccano i nuovi gruppi ottici carenati costituiti ognuno da due proiettori accoppiati, dei quali quello interno (abbagliante) è anche autodirezionale, vale a dire che ruota assieme allo sterzo, in modo da seguire le curve ed avere un'ottimale illuminazione durante la notte, anche negli angoli bui che ci si accinge a percorrere. Purtroppo tale dispositivo non fu previsto per il mercato italiano perché non omologato."
"Nel 1969 nacque la DS 21 I.E. (injection électronique),(...)
Nello stesso anno i fari orientabili vennero omologati anche in Italia.
Bello questo post... me lo ero perso.
Comunque la leggenda dell'idrogeno non morirà mai, ancora oggi 8 persone su 10 non capiscono perché.
Allora abbandoniamo qualsiasi alternativa e facciamoci del bene spostiamoci solo a piedi o in biciletta, però per riacquistare l'energia consumata non dobbiamo nutrirci con prodotti acquistati nei negozi o supermercati.
Come per l'idrogeno, anche in questo caso il cibo prodotto industrialmente e/o venduto nelle strutture organizzate non è altro che un povero vettore energetico... quindi non porta benefici.
In conclusione: finché sarà possibile usiamo la benzina (solo con motori aspirati, abbasso il gasolio e i motori turbo diesel!).
Unica alternativa: la caccia libera, le banane e i cachi degli alberi attorno a casa e la verdura del ns. orto (cresciuti con semi venduti dal contadino)... e comunque sempre a piedi o in bicicletta.
Ah, per i più fortunati c'è anche il cavallo.
kam vložiti denar 2012 [url=http://www.svetovanje.info]poslovno svetovanje[/url]
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