Mi giungono da più parti notizie di un avvio quantomai fallimentare della certificazione energetica degli edifici.
L'idea della certificazione energetica è quella di rendere conscio l'acquirente di quanto costerà l'immobile che acquista per il riscaldamento invernale, l'acqua calda sanitaria e il condizionamento.
Ovviamente, per funzionare, questo meccanismo prevede che l'acquirente, prima di comprare casa, si informi sulla prestazione energetica. È del resto normale che si controlli i consumi dell'auto o del frigorifero prima di comprarli, no? Stessa cosa dovrebbe accadere con le case. Invece, nella triste realtà nostrana, la certificazione energetica non gioca (per il momento) alcun ruolo nella scelta della casa o nella determinazione del suo prezzo di mercato. Si compra la casa in base a criteri soggettivi, si stipula il contratto e alla fine, tra le varie "carte", si provvede anche ad ottenere il certificato di prestazione energetica. Certificato che spesso viene fatto alla bell'e meglio, magari in deroga, autocertificando la classe G e via andare. Vi immaginate un concessionario di auto che, prima di vendervi la macchina, vi firmasse una dichiarazione che la Panda che state comprando consuma come un caccia al decollo? Eppure, nel fantastico mondo dell'edilizia, dove gli impianti prima si costruiscono e poi si progettano, succede anche questo.
Ma cosa cambia fra un edificio di classe, poniamo, C (una classe raggiungibile con una saggia ristrutturazione anche di edifici esistenti e obbligatoria per gli edifici nuovi) rispetto a una F o peggio ancora una G autocertificata? Per fissare le idee, pensiamo a un piccolo appartamento da 70 metri quadrati in zona climatica E. Bene, un simile appartamento "dovrebbe" consumare, per il riscaldamento, circa 400 mc di metano all'anno. Una classe F, a parità di condizioni, consuma almeno 300 mc in più, mentre una classe G consuma almeno 600 mc in più. In altre parole, con una classe F si possono scaldare quasi due classi C. Di pari passo, ovviamente, vanno le emissioni di CO2.
In termini economici, col metano a circa 60 centesimi al metro cubo, questi consumi significano aggravi da 180 a 360 € all'anno, solo per il riscaldamento. Certo, se confrontati con il costo di un immobile sono cifre ridotte. Però ci sono alcuni argomenti da considerare:
1) La vita media dell'insieme edificio/impianto (sempre pensare a entrambi quando si parla di prestazioni energetiche) è dell'ordine di una ventina d'anni. Quindi il valore di cui sopra va moltiplicato e attualizzato, e si arriva già a diverse migliaia di euro
2) Non c'è nessuna garanzia che il metano resti a questo prezzo. In particolare, il giorno che si dovesse arrivare al picco del petrolio (ormai è questione di pochi anni, se non mesi), anche il prezzo dei sostituti del petrolio, quindi del metano, aumenterà.
3) Se un giorno dovessero mettere un'imposta proporzionale al consumo sulle case (un po' come il bollo auto proporzionale a potenza e omologazione anti-inquinamento) i costi legati al consumo energetico salirebbero in maniera drastica.
4) Un lavoro di ristrutturazione completo su edificio e impianto può costare diverse decine di migliaia di euro, quindi cambiare in corsa non sarà facile, sopratutto abitandoci dentro. Se ci troviamo una dichiarazione F o G, però, possiamo star sicuri che nei prossimi dieci anni saremo costretti a rifare la certificazione e intervenire sull'edificio, perché difficilmente saranno tollerabili simili situazioni, col passare degli anni.
5) Il mattone deve essere anche un investimento, una garanzia di mantenimento del valore. Inutile dire che una classe energetica scarsa annulla la tenuta del valore, considerando l'importanza sempre maggiore che l'aspetto energetico avrà nel futuro.
Insomma, acquistare oggi una casa senza dare un grandissimo peso ai suoi consumi energetici è un errore, soprattutto nei casi dove si paga un sovrapprezzo per degli impianti appena rifatti (ma male). Il mercato farà quello che i consumatori chiederanno: se non ci mettiamo a chiedere il certificato PRIMA di stipulare il contratto di acquisto e a determinare il prezzo in base a questo parametro, la certificazione energetica resterà solo una formalità burocratica, con grave danno al singolo e alla comunità.
4 commenti:
Impeccabile, come sempre.
Ma qui "pâ de stránûä cuntru u trun", sembra di starnutire contro il tuono.
E la cosa ridicola è che allo stato interessa ben poco se tu costruisci bene o alla membro di segugio: interessa solo che tu costruisca. :(
[OT]Leggendo il tuo post sul disinformatico: io ho installato la versione alpha 3 di Moonlight (che in realtà è marcata 2.99.*). Ora vedo la RAI. [/OT]
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