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sabato 5 novembre 2011

Test bici elettrica

Grazie alla cortesia della catena di negozi Sportler ho potuto provare una bici elettrica, una Carver Houston (da donna, ma vabbè...).

La Carver Houston sul ciglione carsico. Sullo sfondo, fervono gli allenamenti per la Barcolana
Il prezzo si aggira sui 1800-1900€. E' dotata di un cambio Shimano Deore a 7 rapporti, senza deragliatore anteriore, mentre il motore elettrico è inserito nella ruota posteriore. Come da codice, ha 250W. Per confronto, il sottoscritto, al ciclo-ergometro, ha superato i 200 W senza grossi problemi. Pesa 25 kg, come dire undici chili in più della mia MTB.

Dettaglio del motore elettrico e del cambio Shimano de Ore
 Ora, che la bici elettrica sia una buona idea non ci vuole molto a capirlo. Il problema era vedere se in una città come Trieste riesca a starci dietro a) all'orografia b) alla prestanza media dei ciclisti locali (dovuta naturalmente a mera selezione naturale). La domanda è: a quale pendenza quegli undici kg in più cominciano a pesare più dei 250W aggiuntivi?

Per rispondere ho fatto un giro di 20 km con 350 metri di "Cima Coppi" (580 metri di dislivello totale secondo il logger GPS) con un'ampia selezione di pendenze. Nel frattempo ho fatto pure un sacco di considerazioni con le quali vi annoierò di seguito.


Qui http://www.mediafire.com/?a0b4vtvf2h88a18 il link dove scaricare il gpx del percorso fatto, così potete valutare da soli il percorso fatto.

Inforcata la bici, la prima sensazione è "chi è che spinge!?!?". L'assistenza si sente. Scendo giù per via Giulia fino al centro città e affronto la prima salitina, le vie D'Azeglio/Pascoli/Conti/Petronio. 40 metri in poco più di un km, con pendenza massima del 12%. Un gioco da ragazzi anche con la bici normale, ma fondamentale nell'uso urbano (è la strada che devo fare se voglio tornare a casa). L'assistenza elettrica è un portento: dove normalmente salgo a 14 km/h, qui vado su a 18 fischiettando. Sudore nessuna traccia.

Seconda tappa, la più dura: da casa mia a casa dei miei. Vicolo Scaglioni/Via dei Porta. 100 metri in un km, pendenza massima 22%. E qui casca l'asino. Il problema è che il motore sta sulla ruota. Su salite simili, la velocità è necessariamente bassa. Il ciclista può anche tirare fuori 300W di picco, a patto di avere un rapporto corto. Ma il motore elettrico è ormai quasi fermo. Mentre io, alzandomi sui pedali e scalando marce aumento la coppia alla ruota, il motore elettrico "si spegne". Non ho trovato da nessuna parte le curve di coppia del motore, ma la sensazione netta era che sotto i dieci km/h non ci fosse "carne". D'altro canto, con sole sette marce, io non posso dare più di tanto, servirebbeun rapporto più corto. Quindi questo test è fallito brutalmente.

Torno su pendenze umane: via Marchesetti, 7%  medio, 10% di picco. E qui il motore torna a darmi una grossa mano, una salita normalmente da incubo diventa una passeggiata. Negli stop&go noto che c'è un certo ritardo tra partenza e attivazione del motore. Sembra che ciò dipenda dal tipo di sensore/attuatore, qui evidentemente c'è quello più economico (spero!), basato non sulla forza ma sul movimento dei pedali. Fatto sta che mi sembra di essere tornato ai tempi del turbo anni '80: accelerare al tornante Mirabeau per avere il motore in tiro all'uscita della Portier. Per fortuna Senna insegna: basta frenare un po' continuando a pedalare e il motore resta acceso. Ma non si deve frenare con la ruota anteriore, perché su questo freno c'è il sensore "non-è-colpa-mia-se-ti-schianti-mi-spengo-subito". Bisogna frenare con la ruota posteriore.

Penultimo test: salita "del Dazio", 6% medio,10% di picco. Una salita che di solito affronto col 34-28 a 12 km/h. Qui si va su in terza-quarta a 18 km/h. Ho fiato per canticchiare. Reggendo il manubrio con una sola mano mi conto i battiti: 120 al minuto, contro un limite mio di 150. Sudore: un pochino, ma è anche il caldo.

Ultimo pezzo ripido, prima asfaltato e poi sterrato: pendio medio 11%, massimo 15. E qui di nuovo il motore elettrico sparisce, mentre io tiro su la zavorra.

Arrivo in cima, a fotografare bici e allenamenti per la Barcolana, sudato perché il Sole picchia. La batteria segna due tacche su cinque, sono passati 12 km e sono salito da zero a quasi 400 metri, per la strada più lunga e complicata.

Ora non resta che scendere. L'assistenza, come da codice, sparisce a 25 km/h. La cosa strana è che ho l'impressione che ci sia un po' di recupero in rilascio, ma solo se si va a meno di 25 km/h. Faccio 5 km di discesa a oltre 40 all'ora senza recuperare un elettronvolt (ho provato a stare sotto i 25 in discesa, ma è contro la mia natura :-). Anzi, la batteria per un attimo mi segna una sola tacca, ma poi si ripiglia. La ciclistica lasciamo stare: oltre i 30 vibra tutto e i freni faticano seriamente a stare dietro alla Via Damiano Chiesa (14-23%). E' pur sempre una city bike da donna. Molto peggio il fatto che il pacco batterie sul portapacchi alza il baricentro, cosa che si avverte in marcia ma soprattutto in sosta, quando il cavalletto non ce la fa a tenere la bici in piedi.

PREGI
L'assistenza funziona benissimo tra i 10 e i 23 km/h, con pendenze massime fino al 10% circa

DIFETTI
Ritardo dell'assistenza
Bici sbilanciata sul cavalletto
Coppia insufficiente oltre il 10% di pendenza
Antifurto?

Conclusione

L'idea è ottima, ma serve ancora del lavoro di fino per rendere il concetto efficace in ogni condizione. Servono sensori di spinta sui pedali invece dei sensori di movimento e servono più marce. Forse una buona idea può essere la soluzione proposta dalla Bosch, che prevede di aiutare il ciclista sui pedali invece che sulla ruota. Sulla carta significa che la potenza sarà disponibile a ogni velocità, quindi con coppie elevatissime in "prima". Staremo a vedere.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ottimo, molto tecnico e professionale... Ho solo un dubbio: a mia memoria i motori elettrici hanno curve di coppia molto piatte... Il problema sulla pendenza estrema non potrebbe essere dovuto a qualche meccanismo elettronico di protezione (o da sovraccarico o di stacco assistenza a bassa velocità)?

Ciao, Andrea

Anonimo ha detto...

ancora una cosa: sono queste quelle con l'assistenza bosch che ti piace?

http://www.corratec.de/en/bikes2012/emobility/overview.html

Ciao, Andrea

Anonimo ha detto...

Ciao,
se il tema e-bike ti avvince e vuoi saperne di più, vieni sul sito jobike.it

Io sono alla terza bici elettrica, e ti dirò che in effetti ti cambia la vita. Chi la usa più l'auto sotto i 50 km?
ciao
fede